martedì 11 gennaio 2005

Un altro giro di raccordo

Il cielo, il cielo grande, là dove io guardo sempre, oggi sembrava una immensa vasca rovesciata, dove vagavano mucchi di schiuma cotonosa. Guidando in mezzo alle chicane prodotte dai lavori su di un quarto di raccordo anulare, un’occhio davanti e l’altro al verde dei seminativi, alle gru, alle case colorate, ai profondi solchi che l’acqua lascia nella terra, tentavo di calmarmi, di fluire. Oggi pesavano mancate congiunzioni tra stelle e pianeti, quell’energia cosmica che ogni tanto si disperde, e non ci troviamo e sentiamo come lo scivolare di una falla dentro, un terremoto piccolo, nostro, che produce anche a noi un’onda anomala. Ognuno poi l’onda sua la doma come vuole. Io tentavo d’immergermi nell’acqua azzurra, così, così lontana…

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